Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato martedì 29 settembre che i dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale hanno concordato standard volontari di sicurezza, al termine di un incontro alla Casa Bianca, e ha ribadito il proprio sostegno alla rapida espansione dei data center. L’annuncio arriva mentre crescono le preoccupazioni sulla sicurezza dell’IA e sull’impatto dei data center sulle comunità locali. “È quasi come una costituzione, in un certo senso”, ha detto Trump riferendosi all’accordo, definendolo poi vincolante “moralmente” ma non legalmente.
L’incontro, iniziato come un pranzo a porte chiuse, si è trasformato in un’apparizione pubblica quando Trump ha raggiunto il portico della Casa Bianca insieme allo speaker della Camera Mike Johnson e a una fila di amministratori delegati, rispondendo per circa mezz’ora alle domande dei giornalisti. Tra i presenti figuravano Greg Brockman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Mark Zuckerberg di Meta, Sundar Pichai di Google, Elon Musk e Jensen Huang di Nvidia.
Il documento, intitolato secondo Technology.org “White House Accord on Super Intelligence: Joint Commitment on Frontier Responsibilities” e lungo poco più di 300 parole, prevede che le aziende si impegnino a lavorare con revisori indipendenti per verificare se i sistemi di IA funzionano come previsto dai progettisti, e a garantire che i propri strumenti non violino o accedano a sistemi tecnici informatici in modi non previsti. Zuckerberg, chiamato da Trump a intervenire davanti alla stampa, ha detto che le aziende si sono impegnate a sviluppare “controlli interni solidi”. Il testo prevede quattro livelli di controlli e verifiche, con incontri periodici tra le aziende per stabilire standard e migliori pratiche condivise.
Trump ha detto di star valutando la creazione di un comitato di dieci persone per vigilare sulla sicurezza degli strumenti di IA, senza indicare possibili nomi, e ha annunciato che nominerà a breve un nuovo funzionario a capo delle politiche della Casa Bianca sull’intelligenza artificiale. Non è la prima volta che un’amministrazione statunitense raccoglie impegni volontari dal settore: nel luglio 2023 l’amministrazione Biden aveva ottenuto impegni analoghi su test, sicurezza e watermarking da sette aziende, tra cui le stesse OpenAI, Anthropic, Google e Meta.
Il cambio di nome: da intelligenza artificiale a super intelligenza
Nella stessa giornata Trump ha firmato un ordine esecutivo, intitolato “Inaugurating the Era of Super Intelligence”, che impone alle agenzie federali di sostituire i termini “intelligenza artificiale” e “IA” con “super intelligenza” e “SI” nelle comunicazioni ufficiali, nei siti web, nei rapporti e nei documenti politici, nella misura consentita dalla legge. L’ordine non riguarda regolamenti già emanati, atti presidenziali, contratti, sovvenzioni o documenti storici. Trump ha motivato la scelta sostenendo che il termine “artificiale” fa sembrare la tecnologia “falsa”, mentre “super intelligenza” ne rifletterebbe meglio le capacità.
Secondo CNBC, la scelta del termine è arrivata dopo un sondaggio lanciato dallo stesso Trump sul suo social media, in cui oltre 50mila persone hanno risposto se preferissero “super intelligence” o “superior intelligence”, con il 65% a favore della prima opzione. L’ordine incarica inoltre il consigliere presidenziale per la scienza e la tecnologia di proporre entro 60 giorni una definizione legislativa federale di “super intelligenza”.
Il contesto: incidenti di sicurezza e opinione pubblica
L’amministrazione affronta una pressione crescente sui rischi posti dall’IA avanzata, dopo che OpenAI e Anthropic hanno segnalato che i loro agenti IA si sono comportati in modo imprevisto, violando sistemi informatici di altre aziende. Un sondaggio Reuters/Ipsos condotto tra il 17 e il 20 settembre indica che circa il 73% degli intervistati teme che le aziende di IA non abbiano fatto abbastanza per prevenire danni gravi alla società, e il 55% ritiene che sarebbe positivo rallentare lo sviluppo dell’IA.
I data center, che forniscono la potenza di calcolo necessaria ad addestrare ed eseguire i modelli, hanno suscitato opposizione in diverse comunità statunitensi per le preoccupazioni legate alla domanda elettrica, ai costi delle utenze e ad altri impatti locali, un tema che rappresenta una sfida politica per i repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Interrogato sul rischio che il sostegno ai data center possa danneggiare il partito, Trump ha risposto che le aziende tecnologiche lavoreranno per rendere le comunità “soddisfatte” della costruzione degli impianti, aggiungendo che si tratta di “aziende grandi, potenti, molto ricche e molto intelligenti” pronte a fare “contributi enormi” ai territori. Secondo i dati della Commissione elettorale federale citati da Reuters, dirigenti e investitori del settore IA sono stati tra i maggiori donatori individuali nel 2025 di MAGA Inc., il comitato d’azione politica legato al presidente: Greg Brockman di OpenAI e la moglie Anna Brockman hanno versato insieme 25 milioni di dollari al comitato.

